MONTE ALPI

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UN PASSO SULLA NEVE

Foto & testo di Corrado Palumbo

…e poi un altro, ed un altro ancora…

E’ indescrivibile la sensazione di quiete che si prova ogni qualvolta lo scarpone (con o senza ciaspole) affonda nella neve vergine.

Conosco abili camminatori che provano repulsione per questo gesto poiché, a loro dire, sembra quasi voler profanare qualcosa di perfetto che la natura, seppure temporaneamente, ha disegnato.

Posso solo dir loro che, restando fermi in tale convinzione, rifiutano di provare l’emozione di assorbire il silenzio e la pace che questo semplice gesto naturale diffonde nel corpo e nell’anima.

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Affrontare una distesa di neve vergine significa ripristinare un equilibrio psico-fisico e ritrovare la sensazione ancestrale del tracciare un solco.

Il lento affondare nella coltre stimola ad ascoltare il leggerissimo scrocchiare della neve sotto lo scarpone ed il magico silenzio dell’ambiente circostante.

Camminare dove solo volpi, lupi, cinghiali, lepri e camosci hanno lasciato traccia del loro passaggio vuol dire ascoltare le pulsazioni del cuore degli abitanti di questi luoghi, coglierne le paure e le necessità di sopravvivenza.

Tutto questo mentre il sole, nascondendosi tra i maestosi faggi, lascia che i suoi raggi penetranti si riflettano sul bianco gelido.

Un gioco di luci, colori, silenzi che non si vorrebbe mai smettere di vivere.DSC_9105 (Copia) DSC_9103 (Copia) DSC_9104 (Copia)

Non ha importanza se il fisico lavori di più per spostarsi in modo inusuale e spesso poco agevole.

Il corpo si fonde con l’ambiente in ogni istante. Ogni passo è una preghiera naturale affinchè questo magico splendore non abbia mai fine.

La difficoltà nell’individuare il percorso esatto diventa quasi un gioco.

Se poi la giornata ti riserva un cielo azzurro ed una temperatura che diventa ancor più confortevole con la fatica della salita, e decidi di affrontare il cammino in maglietta a maniche corte… riesci a gustare anche la sensazione di una piacevole follia.

Il Monte Alpi, che domina con la sua doppia cima il paesino di Castelsaraceno, è tutto questo.

Ma anche molto di più !

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Il Monte Alpi non è una montagna semplice e non perde occasione di fartelo notare a più riprese.

La coltre di neve fresa adagiata su una distesa compatta di ghiaccio, fin dall’inizio ci fa capire che,oggi, sarà molto difficile arrivare fino in vetta.

Solo la caparbietà di ingordi camminatori ci spinge ad avanzare ancora…forse dopo sarà più semplice !

Forse sì o forse, molto più probabilmente, no!

La salita “tira” sempre di più e aprire la strada diventa sempre più faticoso.

Le gambe iniziano ad indurirsi e a protestare.

Il fiato chiede tregua.

Conficco con forza la punta delle ciaspole creando una sorta di gradino sperando che i denti metallici si aggrappino al ghiaccio nascosto.

Sempre più spesso, però, a due passi in avanti ne corrisponde uno indietro.

E lì che inizia una lotta silenziosa. Caparbietà, fatica, timori, buonsenso, coraggio iniziano una danza frenetica intrecciandosi ripetutamente.

Quando la pendenza inizia ad essere ancor più insistente ed un passaggio ci impegna per circa trenta minuti, la saggezza e la lucidità ci consigliano di ritornare sui nostri passi.

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E lì che inizia una lotta silenziosa. Caparbietà, fatica, timori, buonsenso, coraggio iniziano una danza frenetica intrecciandosi ripetutamente.

Quando la pendenza inizia ad essere ancor più insistente ed un passaggio ci impegna per circa trenta minuti, la saggezza e la lucidità ci consigliano di ritornare sui nostri passi.

E’ a quel punto che i venti metri di corda che mi accompagnano in ogni escursione trovano il loro momento di gloria. Un capo avvinghiato ad un solido faggio e l’altro nelle mani di un volontario. In mezzo le mani dei camminatori che trovano in quel sottile appiglio la speranza di non scivolare, con conseguenze che sarebbe meglio non provare, sul ripidissimo pendio ghiacciato.

Chi cammina sa bene che non si tratta di una sconfitta (solo uno stolto potrebbe pensarlo)DSC_9146 (Copia) DSC_9141 (Copia) DSC_9142 (Copia); l’appuntamento è solo rinviato a quando le condizioni saranno migliori,

La montagna è lì e non si sposta. E’ sufficiente ritornarci alla prima occasione possibile !

Un panino, un sorso di vino rosso fatto in casa, un pezzetto di dolce, un liquore artigianale… diventano un pranzo nuziale.

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La giornata, comunque, non può terminare così !

La cauta discesa ci offre la luce del tramonto che cambia l’aspetto di quei luoghi che avevamo da poco attraversato…

Diventa piacevole inoltrarsi in una diramazione che ci farà certamente allungare la via del rientro.

Appaiono magicamente le cime del Pollino, del Volturino, del Calvelluzzo, del Sirino.

Bianche, selvagge, lontane.

Sembrano voler salutare ed inviare un invito a ritornare presto.

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Intanto ti accorgi di essere arrivato alla fine del cammino.

Anche in quel momento però ti accorgi che non può terminare così.

Una sosta nel baretto del paese per un caffè o un the caldo ed una chiacchierata con i tuoi compagni di escursione.

Eh già ! I compagni di escursione.

E’ indispensabile che il gruppo con cui cammini sia affiatato ed in grado di condividere pienamente le tue sensazioni. E’ indispensabile essere insieme ad ottimi camminatori.

Ed io, questa compagnia, anche oggi, sul Monte Alpi, l’ho avuta !

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